di Andrea Mattoni - foto Rafael La Perna

Bari, quel misterioso e insolito edificio nascosto in viale Pasteur: «É una fabbrica ottocentesca»
BARI – Un edificio dall’architettura davvero insolita, nascosto in un angolino stretto tra i binari della ferrovia e il sottopasso di viale Pasteur. È la descrizione di una fabbrica ottocentesca sopravvissuta sino ai giorni nostri: un pezzo di archeologia industriale dalla copertura a falde, il portale ad arco e i colori caldi che ne fanno un esempio unico in tutto il capoluogo pugliese. (Vedi foto galleria)

L’immobile si trova alla fine di viale Pasteur, all'ingresso del Quartierino, accanto all’ingresso della stazione di “Bari Scalo” delle Ferrovie appulo lucane. È chiuso dietro un alto cancello: dalla strada si riesce così solo a intravedere parte della facciata, la quale colpisce l’osservatore per numerose peculiarità.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

«Intanto è particolare questa simmetria marcata del fronte principale, con un portale ad arco a sesto pieno che segna l’asse centrale - sottolinea l’architetto Simone De Bartolo -. Le ali laterali sono costituite da corpi di fabbrica più bassi e la muratura, presumibilmente tufacea, gioca con i contrasti cromatici tra il rosso cupo del piano murario e il giallo ocra dei cantonali d’angolo e della ghiera dell’arco. C’è poi questa copertura a falde incrinate con travetti a vista e i dettagli decorativi sugli spigoli e intorno alle finestre che contribuiscono a rendere l’insieme ancora più caratteristico».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

L’edificio sembra però disabitato, con la vegetazione spontanea che ha ormai preso il sopravvento nel cortile antistante. Sul cancello d’ingresso è però presente l’insegna (seppur quasi cancellata) del Teatro Duse. Segno che l’edificio in tempi più o meno recenti è stato utilizzato. Proviamo quindi chiamare la compagnia barese, ma una responsabile ci dice di aver “vissuto” l’immobile solo per l’estate del 2022 e di non sapere così nulla della sua storia. Ci viene quindi indicato il nome dell’attuale proprietario, il quale però mentre scriviamo non ha ancora risposto alle nostre telefonate.  


Conclusione: non riusciamo né a visitare l’edificio né a conoscerne il suo passato.Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Ci viene però in soccorso l’architetto De Bartolo, secondo cui l’immobile potrebbe aver avuto un passato industriale. «La serie di finestrelle al di sotto della linea di gronda del tetto lascia intendere che le uniche fonti di luce interne siano queste aperture collocate in alto – sottolinea l’esperto –. Questo dettaglio esclude quasi certamente la funzione abitativa dell’edificio e lascia piuttosto pensare a un antico stabilimento databile tra la fine dell’800 e l’inizio del 900».Notizia di proprietà della testata giornalistica © Barinedita (vietata la riproduzione)

Il misterioso edificio di viale Pasteur sarebbe quindi un reperto di archeologia industriale realizzato nell’epoca della “belle époque”: irripetibile periodo storico in cui anche le fabbriche venivano costruite con armonia e bellezza.  

(Vedi galleria fotografica)
 


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L’immobile si trova alla fine di viale Pasteur, nel quartiere Picone, accanto all’ingresso della stazione di “Bari Scalo” delle Ferrovie appulo lucane
È chiuso dietro un alto cancello: dalla strada si riesce così solo a intravedere parte della facciata, la quale colpisce l’osservatore per numerose peculiarità
Intanto è particolare questa simmetria marcata del fronte principale, con un portale ad arco a sesto pieno che segna l’asse centrale. La muratura gioca con i contrasti cromatici tra il rosso cupo del piano murario e il giallo ocra dei cantonali d’angolo e della ghiera dell’arco
C’è poi questa copertura a falde incrinate con travetti a vista e i dettagli decorativi sugli spigoli e intorno alle finestre che contribuiscono a rendere l’insieme ancora più caratteristico
L’edificio sembra però disabitato, con la vegetazione spontanea che ha ormai preso il sopravvento nel cortile antistante
Sul cancello d’ingresso è però presente l’insegna (seppur quasi cancellata) del Teatro Duse. Segno che l’edificio in tempi più o meno recenti è stato utilizzato
La serie di finestrelle al di sotto della linea di gronda del tetto lascia intendere che le uniche fonti di luce interne siano queste aperture collocate in alto...
...questo dettaglio esclude quasi certamente la funzione abitativa dell’edificio e lascia piuttosto pensare a un antico stabilimento databile tra la fine dell’800 e l’inizio del 900



Andrea Mattoni
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Rafael La Perna
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  • angelo - Gentili Signori di Barinedita, Vi ringrazio per il vostro impegno, puntuale e prezioso specie per chi, come me, Barese, per vicende lavorative, ormai vive a Roma 😔. Aggiungo al Vostro pregevole articolo un mio modesto contributo! Tra gli anni 1960 e il 1980, ho abitato sulla stazione ferroviaria FAL Bari Scalo, dirimpettaia della struttura in esame. Vi era ospitato un cantiere navale prestigioso e specializzato in costruzioni in legno. Si denominava ‘Atlas’. Costruivano anche notevoli velieri da 10-15 metri!!! Vi erano all’ interno anche alloggi abitati dal custode od operai! Il cantiere ha poi smesso attività e il bel parco circostante ha spesso ospitato eventi musicali. Sull’ingresso alla struttura, all’epoca denominato ‘ Pietro Colletta’ ed oggi viale Pasteur, vi era anche un bel casotto di ingresso che ospitava un custode. Grazie per la Vostra ospitalità ed invio distinti saluti.


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